Cos’è e dov’è l’immensità?

scritto da Insideyou
Scritto 7 anni fa • Pubblicato Ieri • Revisionato Ieri
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Testo: Cos’è e dov’è l’immensità?
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Dio potrebbe passarti di fianco, oppure potrebbe camminare con te, davanti a te o dietro di te, ma tu non avresti occhi limpidi per poterlo vedere. Ciò che quegli occhi sono in grado di osservare, è una visione particolare, che è ristretta dai motivi dei tuoi sfondi e direzionata per risaltare sempre e solamente le tue memorie accumulate; pertanto essa è ripetitiva, distorta, logora, limitata, corrotta e confusa da quei ricordi esperiti nei quali costantemente ti identifichi per tenerti in vita. È dunque una visione appesantita e manovrata dalla conoscenza, dal giudizio, dalla condanna, dalla paura, dal desiderio, dal piacere, dalla sensazione e dall'avidità.

Con questa visione cerchi dio perché vuoi fuggire la mediocrità che ti dilania ed a cui ti sei abituato, ma fallendo perché tutto ciò che tenti è solo un’altra eccellente illusione, allora questa ricerca confluisce poi nell'alcool, nel lavoro, nella droga, nel sesso, nelle chiese, nella preghiera, nell'evasione o nel dolore, perché non ti è rimasto altro. Ma è la mediocrità stessa che cerca il suo opposto, qualcosa in cui trasferire la speranza di trovare ciò che non è, il sommo piacere che la renda libera, la conferma di ciò che è sempre stato il solo immaginato, il giusto proiettato sotto la forma del bene eterno che possa salvarla e la sua stessa oscurità che possa colmarsi di tutta la luce possibile per essere finalmente riempita dalla castità e dalla bontà.

Non potrai mai aggiustare la mediocrità che sei trasferendoti in ciò che costantemente ricerchi come suo opposto: potrai invece solamente rifugiarti ogni volta in una di quelle identificazioni comode e piacevoli nelle quali perderti, per non vederti e proiettare così dal disastro della speranza, un giorno in cui tutto forse cambierà, per continuare ad essere in pratica ancora ciò che sei. Tanto ci sarà sempre lo schema astruso ma certamente appagante del rimpianto, del pentimento, della condanna o della giustificazione, nonostante sia un pedissequo raggiro, non è forse così? Potrai quindi indossare abiti puliti, assumere apparenze eleganti, disciplinarti in pose gentili o adornarti di fragranze idilliache, ma nelle tue profondità c'è sempre la putrida e sterile essenza corrosiva dell'isolamento che nell'aridità, nell'insensibilità e nella corruzione più manifesta, sottolineerà le furenti ed assetate bestie del tuo egocentrismo che ti ardono dentro, così magistralmente e sapientemente mascherate dalla tua turpe falsità.

Non c'è altro da fare che vedere ciò che sei in silenzio, senza pensare di vedere e senza fuggire via da tutto questo scempio per non vedere. In quella visione senza tempo c'è una incommensurabile integrità: c'è il vero del falso ed il vero nel falso che appare nell’immensità. C'è dio ed è sempre stato lì, lì dove c'è solo visione pura, senza più nessuna interferenza del pensiero che possa contaminarla e violarla. E tu, sei da qualche parte? No, non c’è posto per altro là.

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